Quentin Blake per Mathilda di Rohald Dahl

venerdì 3 gennaio 2020

La nazione delle piante


Chi è responsabile della casa comune dove viviamo, la nostra sola possibile? Stefano Mancuso ci fa rimbalzare addosso questa e altre domande nel suo provocatorio La nazione delle piante.
Si è soliti pensare che la Terra appartenga all'uomo (nel libro non si dice mai "persona/persone", unico neo di questo testo peraltro godibilissimo e mai banale), cioé all'Homo sapiens, la specie titolata a disporre del pianeta secondo la sua volontà e necessità. Ma le piante rappresentano l'80% della biomassa della Terra e gli uomini (persone!) solo lo 0,01%, perciò non è in virtù del principio di maggioranza che esercitiamo la sovranità sul pianeta. Perché noi abbiamo un cervello, è l'obiezione principale, ed è vero, e questo ci rende migliori? Se valutiamo l'indice di sopravvivenza delle piante, che di molto hanno anticipato la comparsa del genere umano, e le distruzioni provocate dal nostro famoso cervello, non possiamo che concludere, afferma l'autore, che la "nazione delle piante" sia la garante della sopravvivenza della Terra.
La lettura di Mancuso dello stato attuale del pianeta, del suo degrado, degli errori e disastri compiuti  in nome di scelte economiche, benessere e quant'altro, affascina perché riprende  la vasta letteratura scientifica sull'argomento, dimostrando l'ignoranza e l'indifferenza dei decisori politici al riguardo.
Non è la prima volta, nella storia del nostro pianeta,  che il livello di anidride carbonica raggiunge un limite allarmante, ci troviamo infatti, secondo l'autore, nel bel mezzo della sesta emergenza mondiale, con a rischio di estinzione migliaia di creature viventi, ma le piante, con la loro peculiare funzione di  fotosintesi, sono già state in passato e possono restare, in futuro,  le nostre formidabili sentinelle di salvezza. Una soluzione, quella di piantare quante più specie vegetali possibili, sostenibile economicamente e fattibile da tutti.
Difendiamo le foreste e copriamo di piante le nostre città, il resto non tarderà a venire , scrive Mancuso. Una tesi semplicistica, si potrebbe osservare, certamente, e di parte, sicuramente, ma intrigante e facilmente praticabile.
Perché non provare, cominciando dai nostri balconi cittadini, giardinetti condominiali, rotonde stradali, parchi pubblici, arrivando alla grande foresta pluviale amazzonica.
Il mio primo post dell'anno, che celebra il settimo compleanno di questo blog piccolo piccolo, vuole essere in difesa dell'ambiente, la nostra casa comune che abitiamo ma non possediamo in esclusiva.


La nazione delle piante, Stefano Mancuso, Gius. Laterza & Figli, 2019.

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