Quentin Blake per Mathilda di Rohald Dahl
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sabato 12 novembre 2016

Ciao Paola

Come se il corpo non avesse più retto al suo entusiasmo per la vita, fine. Paola Azzolini non c'è più.
Lei, italianista dottorata con una tesi su Manzoni, si era presto occupata delle scrittrici di Ottocento e Novecento, Matilde Serao, Morante, de Cespedes, Banti, Cialente, Ortese. Fino a curare la pubblicazione integrale delle lettere d'amore di Ottavia Arici al poeta Aleardo Aleardi, dando voce e incredibile spessore a una donna altrimenti in ombra.
Chi è stata Paola, di quale energia fosse capace, lo sanno bene le svariate associazioni di cui ha fatto parte, nella sua città, Verona, collaborando con la Società Letteraria, il Circolo dei Lettori, Il Circolo della Rosa, l'Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere, per citarne alcune.
Ma Paola si è fatta conoscere anche da un pubblico più vasto scrivendo affilate critiche letterarie sulle pagine culturali de L'Arena di Verona, Il Giornale di Vicenza, Brescia Oggi, e sulla rivista Leggere Donna.
Ci restano i suoi saggi, i numerosi articoli e, in tutta la sua opera, la cura delle parole. Mai grevi e pompose, sempre fruibili da tutti, nel grande amore per la letteratura.
Ciao Paola, ciao e grazie.

grafia è un omaggio della Biblioteca Civica di Verona, dove Paola svolge
La seguente bibliova molte delle ricerche che nutrono i suoi libri.
Aggiungo solo, perché mi pare manchi, il saggio La scabrosa libertà, contenuto nella ristampa de L'approdo invisibile, di Grazia Livi, per i tipi de L'Iguana Editrice, Verona 2015.

http://abv.comune.verona.it/bibliografie/autori/paola-azzolini/

un ricordo di Paola Azzolini è stato pubblicato su 
Leggere Donna n°174/2017

domenica 14 febbraio 2016

S. Valentino: Lettere d'amore

1848. Lui, un poeta e patriota veronese, studente a Padova. Lei, un'affittacamere, sposata e abbandonata dal marito, con tre figli. Aleardo Aleardi e Ottavia Arici, una storia d'amore nutrita dalle lettere. Sopravvivono solo quelle di Ottavia, ma passano di mano in mano alla morte di lui, disperse, poi censurate nella loro prima pubblicazione, nel 1930, a cura di Ubaldo Mazzini, forse ritenute troppo appassionate ed esplicite per i canoni morali del tempo.
Ora vengono alla luce, nella loro interezza, grazie alla paziente ricerca e alla lettura rispettosa di Paola Azzolini, per cui Ottavia è "la maga cui riesce bene, anche se soltanto nelle lettere, la magia che instaura la presenza" (pag.14).
Con una grafia nervosa e una lingua vicina al dialetto, Ottavia racconta la sua quotidianità difficile, stretta tra le richieste del marito, i figli da crescere e la guerra, intorno. E la guerra è la sua preoccupazione maggiore, perché Aleardo deve costantemente sfuggire alla polizia austriaca per i suoi versi che inneggiano alla rivolta.
Un carteggio come un canto per voce sola, queste lettere ci restituiscono la freschezza di un dialogo amoroso e il respiro della vita ottocentesca.

L'amore al tempo della guerra. Lettere di Ottavia Arici ad Aleardo Aleardi, a cura di Paola Azzolini, Il Poligrafo, 2015.

Una più ampia recensione è pubblicata su
Leggere Donna n°170/2016

https://www.letteratemagazine.it/2016/11/16/lettere-d-amore-e-dello-splendore-dei-popoli/