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venerdì 13 aprile 2018

Non troverai altro luogo


Non troverai altro luogo, il nuovo romanzo di Marilia Mazzeo, tornata alla narrativa dopo anni, è uno di quei libri che in inglese chiamano page turner perché la vicenda, che comincia sommessamente, senza una particolare enfasi, si sposta nello spazio e nel tempo assumendo la caratteristica di un viaggio di scoperta e chi legge non riesce a staccarsi dalla storia, ne viene letteralmente catturato.
In sintesi, la trama. Una madre, musicista affermata, parte alla ricerca del figlio scomparso, di cui si sono perse le tracce «da più di un anno». Scoraggiata dal marito e mossa non tanto da preoccupazione, piuttosto da un filo di sottile risentimento «...era questo il modo di comportarsi? Che razza di uomo era suo figlio?». E ancora «Che fosse capitato qualcosa di grave [...] era un'idea che Manlio sembrava non aver preso in considerazione nemmeno per un momento, e dunque nemmeno Elena. Pensava però che dovesse essere depresso».
Elena parte con la certezza di avere con sé la soluzione del problema: se lui è fuggito in seguito alla mancanza di lavoro, lei gli porterà un'offerta adeguata alle sue competenze, lui potrà tornare a casa e ritrovare il suo posto nella famiglia e nel mondo. In partenza da Torino, dal calmo e dignitoso benessere di una residenza borghese, Elena andrà a Brescia, Milano, Verona, Vicenza, Padova, Trento, Venezia, Trieste, di albergo in albergo, in un peregrinare apparentemente sconclusionato, incontrando persone che hanno avuto qualche rapporto con Carlo, chiedendo notizie e scoprendo i passi di suo figlio, i legami, le condizioni a cui si è dovuto piegare. Non pensiamo Elena come una detective, resta sempre una musicista,  con il suo violino appresso, la sua eleganza e poi le  convinzioni, le priorità e i giudizi sulle persone a cui non intende rinunciare e quel viaggio le pare persino, a tratti, quasi un piacevole sottrarsi alla routine.
Quale sarà la scoperta del suo viaggio? Non una sola. Intanto la rivelazione di uno sconosciuto mondo giovanile, guardato da lei con sospetto, marcato da lampi di entusiasmo sebbene conviva con la difficoltà di trovare e mantenere lavoro, o debba rinunciare a un progetto di vita a lungo termine, o sia costretto a spostarsi per inseguire un impiego precario. Elena tocca con mano un'umanità che non aveva contemplato, sicura com'è della volontà che può tutto, del non valersi delle raccomandazioni, del fare da soli con tenacia e disciplina. Ma un'altra scoperta, più amara, l'aspetta al varco: il suo essere madre, tra gli impegni della musica, non è arrivato ai figli come lei si attende, il suo esserci e non esserci nei momenti cruciali della loro crescita ha creato un vuoto affettivo nella loro vita e adesso le presentano il conto: quello che per lei è un modello genitoriale positivo si rivela tutt'altro per i suoi figli.
Il romanzo di Mazzeo ritaglia profili umani dolenti, penetra nelle dinamiche familiari e amicali, riporta le ragione degli uni e degli altri, parla del dolore delle scelte che scontentano sempre qualcuno, azzarda la rivendicazione del talento a scapito dei bisogni. E sorprende perché non consegna ricette risolutive o happy end scontati.

Non troverai altro luogo, Marilia Mazzeo, L'Iguana Editrice, 2017.